Clima, allarme della Wmo: i gas serra toccano un nuovo record

Le solite belle notizie direi! Riporto qui un articolo dal  national geographic italia. Credo fortemente che meritiamo l’estinzione!

L’organizzazione mondiale per la meteorologia ha registrato un ulteriore incremento dell’anidride carbonica nell’atmosfera. “La finestra di opportunità per salvare il clima è praticamente chiusa”

Arriva dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) l’ultimo allarme sul riscaldamento globale. I gas serra presenti nell’atmosfera terrestre, registra l’organismo delle Nazioni Unite nel suo consueto bollettino, segnano un nuovo record e non c’è nessun segno di inversione di tendenza.
Nel 2017, afferma la WMO, le concentrazioni medie di anidride carbonica a livello globale hanno raggiunto 405,5 parti per milione con una tendenza in continuo aumento: nel 2015 erano 400,1 parti per milione.

In un comunicato il segretario generale dell’organizzazione Petteri Taalas avverte quindi che senza tagli alle emissioni, in particolare di anidride carbonica, “i cambiamenti climatici avranno impatti sempre più distruttivi e irreversibili sulla vita sulla Terra”. “La finestra di opportunità per agire – aggiunge – è praticamente chiusa”.

Se le concentrationi di CO2 sono quelle che destano maggiore preoccupazione e nel 2017 sono cresciute dello 0,5% rispetto al 2016, il resoconto annuale della WMO segnala che nel corso dell’anno passato l’incremento più inaspettato tra le emissioni di gas serra è stato quello di triclorofluorometano (CFC-11), un potente gas serra il cui uso è in teoria regolamentato dal Protocollo di Montreal per la salvaguardia dello strato di ozono. 

“L’ultima volta che sulla Terra si sono avute concetrazioni di anidride carbonica pari a quelle attuali è accaduto 3-5 milioni di anni fa, quando le temperature erano più alte di 2-3 gradi Celsius e il livello dei mari era più alto di 10-20 metri rispetto a quello attuale”, spiega ancora Taalas.

A dicembre in Polonia si svolgerà la COP 24 delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che dovrebe tentare di trovare un accordo per adottare a livello mondiale misure in grado di mantenere l’aumento globale della temperatura media al 2100 “ben al di sotto dei due gradi Celsius”, come auspicato dall’Accordo di Parigi. L’ultimo rapporto dell’IPCC ha messo però in guardia sul fatto che senza sforzi enormi e un repentino cambio di guardia questo obiettivo sarà praticamente impossibile da raggiungere.

A voi i commenti…….io sono quasi rassegnato!

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Energie rinnovabili:quali sono?

Oggi parliamo delle fonti rinnovabili di energia, argomento che potrebbe essere scontato ma che molti non conoscono. Quante fonti rinnovabili conoscete? Due, forse i più informati tre, ma la maggior parte delle persone ne conoscono forse una. Altrimenti non si spiegherebbe perché non le sfruttiamo tutte al 100%.

Energia Solare: efficace ed economica

L’energia solare è quella più conosciuta, proprio perchè fortunatamente i pannelli fotovoltaici sono ormai entrati in moltissime case private. L’energia sprigionata dal sole è davvero enorme: anche se parte di tale energia viene assorbita dall’atmosfera terrestre, le radiazioni solari che raggiungono il nostro pianeta sono davvero molto potenti. Grazie ai pannelli fotovoltaici è possibile sfruttare questa energia e convertirla in energia elettrica o termica, senza inquinare l’ambiente e senza incidere in alcun modo sull’ecosistema terrestre.

Energia eolica: la più importante delle rinnovabili

L’energia eolica è la più importante delle fonti di energia rinnovabili ed era conosciuta e sfruttata sin dall’antichità. Alla base di questo tipo di energia troviamo il vento: le correnti di aria vengono sfruttate per generare energia cinetica ma anche direttamente elettricità, sempre in modo ecosostenibile e senza creare alcun impatto sull’ambiente. L’energia eolicaviene immagazzinata e convertita attraverso le pale eoliche, che sono un’evoluzione dei classici mulini a vento: le pale attivano una dinamo che è in grado di produrre energia elettrica.

Energia idroelettrica

Parlando di fonti rinnovabili non dobbiamo dimenticare l’energia idroelettrica, ottenuta grazie allo spostamento di grandi masse di acqua. In questo caso ad essere sfruttata per produrre energia attraverso un sistema di turbine è l’energia gravitazionale, la quale viene convertita in energia cinetica.

Energia geotermica: ottima soluzione per il riscaldamento

L’energia geotermica sfrutta il calore generato dal nucleo della Terra: in alcune particolari zone (definite “calde”), il vapore proveniente dal sottosuolo può essere sfruttato per produrre energia elettrica. Convogliato all’interno di un impianto sofisticato, il vapore fa girare le turbine di un generatore il quale a sua volta produce energia elettrica in modo completamente ecosostenibile e senza creare alcun impatto sull’ambiente. L’energia geotermica può essere impiegata per produrre energia elettrica ma anche per alimentare impianti di teleriscaldamento

Il primo passo, come dico da sempre, è informarsi, sapere, e rendere le informazioni proprie senza farsi influenzare dai media o dalle opinioni pubbliche! Le energie rinnovabili esistono, sono sicure e sfruttabili da tutti. Perché non ci ribelliamo a questo mondo di carbone,petrolio e gas? Perché non alziamo tutti la testa e non ci facciamo sentire? Diamo vita ad una rivoluzione verde, ad un cambiamento radicale nei consumi e nelle scelte quotidiane. Prendiamo l’unica strada per salvare la nostra casa… 

Madre Natura

Alcuni mi chiamano Natura, altri mi chiamano Madre Natura. Sono qui da oltre 4,5 miliardi di anni. 22500 volte più a lungo di te. Non ho bisogno dell’uomo, ma l’uomo ha bisogno di me.

Ebbene si, il tuo futuro dipende da me. Se io prospero tu prosperi, se io vacillo tu vacilli,o peggio.

Sono stata qui per miliardi di anni, ho nutrito specie più grandi te e ho fatto morire di fame specie più grandi di te. I miei oceani, la mia terra,i miei corsi d’acqua, le mie foreste,possono prenderti o lasciarti andare.

Come decidi di vivere ogni giorno, se mi rispetti o no, non ha importanza per me. In un modo o nell’altro le tue azioni determineranno il tuo destino,non il mio, io sono la natura e vivrò ancora. Sono pronta ad evolvermi e tu?

La natura non ha bisogno dell’uomo, l’uomo ha bisogno della natura.

Aria che uccide:verità o menzogna

Oggi vorrei parlarvi dell’inquinamento dell’aria. Per prima cosa vi dono due info scientifiche sulla composizione dell’atmosfera: un grosso
“Involucro gassoso di varia composizione e natura, che circonda la Terra” e che ci permette di popolare e prosperare sul nostro pianeta.

La composizione dell’atmosfera è variabile a seconda dell’altitudine, ma è principalmente costituita da azoto (78%), ossigeno (21%), argon (0,94%) e anidride carbonica (0,035%). Quest’ultima è in grado di assorbire il calore. Se questo proviene dal suolo, causa l’effetto serra, ovvero l’imprigionamento del calore all’interno dell’atmosfera terreste. L’effetto primario è l’aumento della temperatura sul pianeta .

Quindi si può dedurre molto chiaramente che un aumento della CO2 nell’atmosfera sia una cosa molto sconveniente per tutto il nostro ecosistema. Per non parlare delle polveri sottili (Pm10 e Pm 2,5) legate all’attività dell’uomo: come i processi di combustione (tra cui quelli che avvengono nei motori a scoppio, negli impianti di riscaldamento, in molte attività industriali, negli inceneritori e nelle centrali termoelettriche).

Vi riporto un articolo sui livelli di inquinamento dell’aria e su qualche soluzione che si dovrebbe adottare per migliorare la situazione.


L’inquinamento dell’aria uccide 1.000 persone al giorno

I relatori di un report sullo stato dell’inquinamento atmosferico in Europa denunciano dati allarmanti e propongono contromisure 

Un report commissionato dall’Unione Europea afferma che l’inquinamento atmosferico è ormai diventato il pericolo ambientale numero uno per la salute pubblica: ogni anno, sostiene il relatore Janusz Wojciechowski, la scarsa qualità dell’aria è responsabile di circa 400mila morti premature in tutto il territorio europeo (oltre mille al giorno). Dieci volte più di quanto facciano gli incidenti automobilistici. Il problema è che all’entità della minaccia per la nostra salute non corrisponde un’azione altrettanto massiccia da parte dei singoli governi al fine di ridurre l’inquinamento.

DATI PREOCCUPANTI, MA NON SEMPRE CREDIBILI
Il monitoraggio non è stato purtroppo uguale in tutta Europa: presentando il report ai membri della Corte dei conti europea, i relatori hanno sottolineato che non tutte le centraline sono state utilizzate in maniera corretta e che dunque i dati “non sono sempre credibili”. C’è stato anche un evento eclatante: la centralina posizionata vicino agli uffici della commissione europea di Bruxelles è stata disattivata nel 2008 per facilitare alcuni lavori, ma non è stata mai rimessa in funzione. Fino a che è rimasta attiva ha comunque registrato livelli molto alti di diossido di azoto.

OCCORRE FARE DI PIÙ
Janusz Wojciechowski sottolinea che le direttive della EU sono molto più permissive di quelle adottate dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Ciononostante, molti paesi dell’Unione le disattendono in modo costante. La richiesta degli studiosi è dunque duplice: intanto a posto in essere un sistema di controllo e pressione più efficace, nei confronti degli Stati inadempienti. Inoltre vanno adeguate le normative europee a quelle dell’OMS, che sono più severe soprattutto riguardo i valori dei particolati (PM10 e PM2,5) e del biossido di zolfo.

COSA FARE?
Il fatto che il report sia stato presentato alla Corte dei conti è significativo: si tratta infatti dell’organo che esamina le entrate e le spese dell’Unione e dei suoi organi e che ne controlla legittimità, regolarità e gestione finanziaria. Assume dunque un valore ancora più importante l’invito, espresso dai relatori, ad accelerare le procedure di infrazione e a considerare la lotta all’inquinamento atmosferico “come una priorità. Speriamo che nel prossimo periodo finanziario lo diventi.

Lo scopo di questo mio scrivere è solo uno: diffondere il più possibile le informazioni scientifiche e statistiche sullo stato di salute del nostro pianeta. Ogni giorno le conseguenze del nostro menefreghismo si fanno sempre più intense e frequenti, e noi cosa facciamo per evitarle? NIENTE! Anzi, facciamo finta che la cosa non ci tocchi e che sia un problema degli altri.La prima cosa da fare è renderci conto della situazione e diffondere le informazioni a tutte le persone che conosciamo. Pensate sia una cosa tanto difficile? Io credo di no… 

Ancora Carbone?

Oggi vorrei soffermarmi sulla questione energia dal carbone.

Carbone più forte della politica: in Europa i consumi corrono (anche con prezzi record) 

A parole tutti (o quasi) se ne vogliono liberare al più presto. Eppure il carbone in Europa non solo è ancora vivo e vegeto, ma i consumi nella generazione elettrica sono così forti che il prezzo per la prima volta da sei anni è tornato a superare la soglia dei 100 dollari per tonnellata.

Nemmeno lo straordinario rally dei permessi per l’emissione di anidride carbonica – triplicati di valore quest’anno e volati sopra 21 euro per tonnellata, un record dal 2008 – ha scoraggiato l’impiego del più inquinante tra i combustibili.

dal Sole 24 ore del 06/09/2018

Non tutti sanno che il carbone è il combustibile fossile più inquinante al mondo. Le emissioni nocive sprigionate a causa dell’utilizzo di questo combustibile sono infatti tra le più pericolose in assoluto, sia per la nostra salute che per l’ambiente in cui viviamo. Viste le grandi quantità di carbone che si possono trovare già pronte all’uso in natura, questo combustibile è diventato indispensabile e ad oggi è il combustibile fossile più utilizzato dopo il petrolio.

A parità di energia ottenuta, infatti, le emissioni di anidride carbonica sprigionate dal carbone sono il 30% in più di quelle sprigionate dalla combustione del petrolio e addirittura il 70% in più del gas naturale (come il metano).

4 anni fa, sul totale delle emissioni di co2 nell’atmosfera, il 46% sono state causate dalla combustione del carbone e questo è un dato allarmante se pensiamo alle conseguenze ambientali (Effetto SerraPiogge AcideRiscaldamento Globale e via dicendo).

Conseguenze che stiamo già vivendo ogni giorno. Ma come sempre pensiamo che tutto non ci tocchi da vicino, che sia una storiella raccontata da qualcuno solo per farci spaventare.Invece no signori miei, è la realtà che viviamo tutti giorni. 

Una soluzione ci sarebbe: chiudere tutte le centrali a carbone e ridurre le emissioni di CO2. Lo dicono da tempo molti scienziati e svariati studi:

Lo studio mostra anche che chiudere le centrali elettriche a carbone ridurrà la possibilità che nel futuro si verifichino estati come quella del 2018. Le centrali a carbone rappresentano la maggior fonte di anidride carbonica (CO2) che intrappola il calore del sole. Sono anche una significativa fonte di inquinamento atmosferico sotto forma di piccole particelle o aerosol che riflettono parte del calore del sole, determinando un raffreddamento regionale.

 “Una riduzione dell’inquinamento atmosferico nei paesi industrializzati potrebbe effettivamente ripristinare parte della differenza di temperatura che normalmente esiste tra le medie latitudini e l’Artico, dice Stefan Rahmstorf, coautore dello studio e ricercatore presso il Postdam-Institute for Climate Impact Research.

E questo aiuterebbe a prevenire l’aumento nel futuro delle situazioni di stallo della corrente a getto e gli estremi meteorologici che ne derivano. “Se vogliamo limitare l’aumento degli eventi meteorologici estremi, eliminare gradualmente la combustione del carbon fossile sembra una buona idea” ha detto Rahmstorf in una conferenza stampa.

da National Geographic Italia del 06/11/2018

Acceleriamo questo processo inevitabile se vogliamo sopravvivere come specie sul nostro pianeta, facendo un piccolo gesto tutti: chiediamo energia rinnovabile per le nostre case, uffici,attività. E’ più semplice di quanto si possa pensare! C’è già questa possibilità, basta solo chiamare il proprio gestore elettrico e chiedere energia proveniente solo da fonti rinnovabili. Oppure affidarsi a chi eroga solo energia rinnovabile (con certificato di provenienza GSE).

Possiamo farlo, dobbiamo farlo! Ricordatevi sempre che possiamo essere tutti dei piccoli grandi eroi per la nostra amata terra.

Una triste verità

Ogni giorno mi imbatto sempre di più, in notizie allarmanti sul clima, sull’inquinamento e sullo stato della nostra casa “TERRA”. E ogni giorno sbatto sempre più forte contro l’indifferenza di massa sull’argomento. Mi viene difficile comprendere quanto si possa essere insensibili e indifferenti a quello che sta accadendo ADESSO e non fra chissà quanto.

Noi esseri umani siamo capaci di gradi cose, ed è proprio quando siamo in condizioni di massima difficoltà che diamo il meglio. Questo è un dato di fatto, ma vorrei soffermarmi proprio su questa “massima difficoltà” che , ha detta di molti, non stiamo ancora vivendo.

Questo scrive Antonio Cianciullo da Repubblica del 10/10/ 2018

” Un quadro spaventoso. “Il rapporto dell’Ipcc dipinge un quadro spaventoso, ma non offre ai leader mondiali il lusso di fingere che sia ormai troppo tardi. Questo studio chiarisce che, mentre un aumento della temperatura globale di 1,5 gradi avrebbe effetti drammatici e devastanti, un aumento di 2 gradi renderebbe il nostro mondo irriconoscibile. C’è ancora tempo per evitare lo scenario peggiore”, ha dichiarato Kumi Naidoo, segretario di Amnesty International. “Il mondo ha già superato 1 grado di riscaldamento e abbiamo visto la sofferenza a cui ha contribuito: dalle ondate di caldo letale nell’emisfero settentrionale ai cicloni distruttivi nel sud-est asiatico. Se la crescita di temperatura non verrà frenata saranno, come al solito, i più svantaggiati a pagare il prezzo dell’avidità e della miopia dei governi ricchi”.

Le conseguenze legate a quel mezzo grado di temperatura. Lo studio dell’Ipcc mostra le grandi differenze tra i due scenari di 1,5 e 2 gradi. Ad esempio, prevede che, entro il 2100, con uno scenario di 1,5 gradi l’innalzamento del livello del mare sarebbe inferiore di circa 10 centimetri rispetto a quanto potrebbe verificarsi con quello di 2 gradi: ciò significherebbe che circa 10 milioni di persone in meno sarebbero esposte ai rischi correlati, come morti e spostamenti forzati dovuti alle inondazioni. Dalle scelte energetiche inoltre dipende la fertilità di pianure che nutrono centinaia di milioni di persone. “

Questo scrive National Geographic Italia il 09/11/2018

In Italia il 2018 l’anno più caldo mai registrato

L’Ispra ha elaborato i dati climatici dei primi 10 mesi e appare ormai chiaro che con un incremento medio di 1,7 gradi Celsius rispetto al valore normale di riferimento 1961-’90, il 2018 si avvia a battere i precedenti record

Le statistiche climatiche si avviano a registrare il 2018 come l’anno più caldo degli ultimi due secoli in Italia. Lo riferisce l’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale del ministero dell’Ambiente, sulla base dei dati provvisori raccolti sino ad oggi e posti a confronto da un lato con la serie storica di dati controllati ed elaborati dalla stessa Ispra (ovvero dal 1961 in poi) e dall’altro con gli studi che ricostruiscono il clima in un passato più remoto. Cifre parziali, ma ormai non più modificabili da quanto potrebbe accadere negli ultimi due mesi dell’anno. Finora, la temperatura media in Italia nel 2018 è stata infatti sempre nettamente superiore al valore normale, ad eccezione dei mesi di febbraio e marzo. I mesi relativamente più caldi sono stati gennaio e aprile, con anomalie di oltre 2,5 gradi, mentre l’incremento medio annuale, rispetto al valore normale di riferimento 1961-1990, è stato di 1,77 gradi Celsius.

E potrei citarne infiniti di articoli, di scienziati e giornalisti del settore, che evidenziano quanto i cambiamenti climatici stiano prendendo il sopravvento sulla nostra quotidianità.

Cosa stiamo aspettando? Perchè non ci muoviamo? Perchè non facciamo quei piccoli gesti per salvare tutto quello in cui VIVIAMO? Dobbiamo farlo ora, dobbiamo svegliare le nostre coscienze e quelle del nostro vicino, dobbiamo cambiare le nostre abitudini,modi di consumare,fornitori di elettricità,cibo, e tutto quello che può sostenere la nostra TERRA. Qui non si tratta più di economia, finanza,politica o interessi personali. Si tratta dell’aria che respiriamo, dell’acqua che beviamo del cibo che potremmo non trovare più sugli scaffali dei supermercati, insomma della nostra sopravvivenza o estinzione.

Ognuno di noi potrebbe diventare un piccolo eroe per il nostro piccolo pianeta sofferente.

A Voi la scelta.

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